Si vuole fare cassa

Esecutivo Nazionale di Proteo Fare Sapere

Si sta sfasciando senza costrutto Scuola, Università e Ricerca con conseguenze inimmaginabili sul destino di questo paese. Questo governo, anziché riformare e migliorare, taglia per fare cassa; deve  trovare anche denari per i mancati introiti dell’ ICI.

Le vere vittime: il paese, i genitori gli studenti

Le vittime designate dei tagli sono innanzitutto  le famiglie e gli alunni che avranno ambienti d’apprendimento impossibili. I fatti: bambini di 2 – 3 –  4 – 5 anni nella stessa sezione di scuola dell’infanzia; classi con anche più di 30 alunni (si sdoppia al 33 esimo); discipline smembrate, senza criterio, per raggiungere le 18 ore d’insegnamento alle superiori. Si è giustamente focalizzata l’attenzione sul maestro unico e sulla scomparsa del tempo pieno (alla faccia peraltro del sostegno alle famiglie), non si è invece “ragionato” sulla disarticolazione della scuola superiore, che viene semplicemente banalizzata. Negli istituti tecnici e professionali si taglia a caso senza nessun progetto  sul  loro ruolo: bisogna fare cassa e tanto basta.

Condizioni di lavoro impossibili e 30/32 alunni per classe

In questo contesto la professionalità di chi opera nella scuola viene non solo messa in discussione, ma totalmente  mortificata.  ” Provate voi a fare gli insegnanti in  questo modo  e troverete  la differenza tra lavorare e fare della demagogia”.

Costituzione smarrita e sminuita

Nel Decreto Gelmini l’ora di Costituzione, sbandierata e scritta nella bozza d’agosto (utile per la propaganda?),  non c’è. E’ rimasto un generico invito a studiare la Costituzione ed anche gli statuti regionali. La Costituzione ridotta al rango di un qualsiasi statuto regionale! Triste poi che l’ordine del giorno presentato in Parlamento per diffondere una copia della Costituzione a tutti gli studenti abbia visto l’abbandono dell’aula da parte della Lega Nord.

Ingerenza nelle competenze degli enti locali

Normare, con decretazioni d’urgenza, cose tutt’altro che urgenti e, per giunta, di competenza delle Regioni, imponendo tempi impraticabili sotto la minaccia dell’immediata nomina di commissari ad acta per svolgere i poteri sostitutivi, è un intollerabile atto di ingerenza e un vero e proprio strappo istituzionale.

La buona educazione: “fate come vi dico, non come faccio”

Il ministro Gelmini, assieme ai suoi colleghi, vuole il grembiulino, ma non sa che in molte scuole è in uso da sempre; ritiene che il Sessantotto sia la causa di base della mancanza di rispetto delle nuove generazioni. Linguaggio simile a quello dei codini della restaurazione del 1814, ma almeno loro ci tenevano alla forma. Il Ministro, però, offende gli insegnanti meridionali accusandoli, ingiustamente, di essere ignoranti; Bossi fa gestacci alla bandiera italiana; Brunetta sostiene che gli insegnanti, per quello che fanno, prendono pure troppo; Sacconi dichiara che la scuola è un luogo di sessantottini che – pur di non lavorare – hanno trovato “rifugio” nel lavoro di insegnante. Chiediamo all’Onorevole Ministro dell’Istruzione di praticare, la buona educazione e di esigerla anche dai suoi colleghi (anch’essi sessantottini e/o maleducati nonostante che a scuola abbiano avuto il maestro unico?).

Scioperiamo il 30 ottobre

L’esecutivo nazionale di Proteo fare Sapere invita tutti i colleghi dirigenti scolastici, docenti ed ATA  a partecipare  allo sciopero indetto insieme,  fatto storico che dimostra il livello di pericolosità della situazione, da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda.

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