Dopo le cariche alla Festa del cinema corteo fino alla Sapienza [23 Ottobre 2008]

Migliaia di studenti davanti all’Auditorium dove si tiene il festival del cinema di Roma, per manifestare contro la riforma Gelmini, sono stati caricati dalle forze dell’ordine. Gli studenti sono stati bloccati e caricati nel piazzale davanti l’Auditorium mentre erano a mani alzate e intonavano slogan, come “noi la crisi non la paghiamo”, alcuni distribuivano volantini tra la folla di curiosi e giornalisti. Diversi i feriti e i contusi. Dopo le cariche alcune studentesse sono riuscite a scavalcare le recinsioni e a srotolare uno striscione sul tappeto rosso del festival.
Dopo circa due ore di assedio al festival, gli studenti sono tornati in corteo verso piazzale Flaminio, per prendere la metropolitana verso la Sapienza.

A Napoli questa mattina cortei estemporanei di studenti delle scuole superiori e universitari si sono manifestati in diversi punti della città. Il raggruppamento più corposo è stato in piazza del Gesù dove un corteo si è diretto in piazza Municipio. I vari cortei hanno messo in tilt la città. E questa sera ci sarà una iniziativa degli alunni dei licei Pansini e Vittorini del quartiere Vomero che si ritroveranno in piazza IV giornate dalle 19 per «La lunga notte della scuola». Per info e contatti email: palumbo.maria@fastwebnet.it. Lunedì 27 alle 16,30 al Teatro dell’Edificio Stanzione in via M. Stanzione 11 si terrà una assemblea pubblica.
A Milano sono stati centinaia gli studenti che hanno partecipato alle lezioni in piazza Duomo. Ad esempio la lezione di Lingua araba 2 tenuta dalla ricercatrice Letizia Osti del corso di Mediazione linguistica e culturale dell’Università statale. Sotto il monumento di Vittorio Emanuele è stato appeso lo striscione «La vostra crisi non la pagheremo noi», firmato dall’assemblea di Scienze politiche. «I professori hanno il dovere di stare a fianco degli studenti che stanno dimostrando grande sensibilità politica a difesa dell’università e dell’istruzione pubblica», ha spiegato Aldo Giannuli, ricercatore di Storia contemporanea di Scienze politiche, che ha tenuto una lezione intitolata «Storia di 40 anni del fallimento dell’università pubblica». Anche Piazza Fontana e’ stata invasa da studenti pronti a prendere appunti di filologia slava. Ancora adesso le lezioni vanno avanti e proseguiranno fino alle alle 15, poi gli studenti stanno pensando a nuove forme di protesta. Tanti i cartelli colorati che sono stati messi sulla statua al centro della piazza per dire che ‘«non saremo noi a pagare la vostra crisi».
E domani in piazza Leonardo da Vinci si tiene la «Festa per una scuola di qualità. Giochi, parole, musica e panini a tempo pieno». Dalle 14,00 alle 16,30: animazione e giochi per bambini con i Centri Rousseau, laboratori teatrali, esibizione dei ginnasti della Società Propatria, atelier di writing, storie cantate da Giovanni Caviezel e storie animate dagli Amici della Casa del Sole del Parco Trotter, danze popolari, giochi circensi con gli allievi della Piccola scuola di circo e molto altro. Dalle 16,30 alle 19,00: Parole, musica e cabaret per una buona scuola, con l’Orchestra di via Padova, i Teka-pi e molti altri artisti. Non mancheranno un video-intervento di Moni Ovadia e una sorpresa-cabaret con gli artisti di Zelig.
Anche gli studenti universitari di Bergamo sono scesi in piazza stamattina per manifestare contro la riforma Gelmini. Ma la vera manifestazione e’ prevista il 30 ottobre: ci saranno studenti delle superiori e dell’università, sindacati e genitori.
A Torino le strade della città sono state attraversate da un corteo spontaneo e non programmato promosso dagli studenti di due istituti superiori.
A Genova dalle 17 le scuole si ritrovano in piazzale Parenzo per la manifestazione che ha per tema «la scuola sta affondando», i bambini infatti saranno vestiti con salvagente, braccioli e tavolette, gli adulti con le maschere da sub.
A Roma un corteo di 15mila studenti è partito da poco dal Circo Massimo e si sta dirigendo a Montecitorio per chiedere il ritiro immediato del decreto 137 e della legge 133. Le scuole sono: Augusto, Russel, Pitagora, Marco Polo, Colonna, Socrate, Plauto, Vallauri, Margherita di Savoia Gullace, Newton, Carlo Levi, Platone, De Pineto, Primo Levi, De Chirico, Albertelli, Ruiz, Orazio e Tasso dove alle 17 si terrà una assemblea cittadina degli studenti in mobilitazione. Mentre continuano le lezioni in piazza Montecitorio per gli studenti di Fisica dell’università La Sapienza mentre intorno ai palazzi della politica le forze dell’ordine stanno approntando un cordone di protezione. Il traffico del centro è stato rivoluzionato e carabinieri e poliziotti in tenuta antisommossa sono stati disposti vicino a palazzo Chigi e al Senato. In accordo con i professori, spiegano gli studenti riuniti davanti alla Camera dei deputati, «portiamo avanti la protesta alternativa dimostrando che vogliamo continuare a studiare, ma nel frattempo lottare perché l’università resti un luogo aperto a tutti, dove crescere e creare il futuro del nostro Paese».
E tra poco il ministro dell’istruzione Gelmini incontrerà diverse organizzazioni studentesche tra cui la Rete degli studenti medi che «sta valutando se ci sono i margini per aprire un dialogo con il ministro, anche considerando le mobilitazioni in corso che chiedono il ritiro immediato del decreto 137 e l’abrogazione del 133», dice la rete.

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