Omer Bonezzi, Presidente Nazionale di Proteo Fare Sapere

Che fare? molte cose, compresi i referendum abrogativi.

Se siamo riusciti a fermare l’ex ministro Moratti abbiamo  energia e intelligenza per fermare anche l’attuale ministro Gelmini. Da oggi comincia di nuovo la Resistenza, giorno dopo giorno, ogni azione sarà usata per bloccare  il decreto, per salvare il tempo pieno, per l’integrazione degli alunni diversamente abili, per “gli altri”: gli stranieri, gli extracomunitari,… per impedire  la trasformazione in licei banali gli Istituti tecnici e Professionali, per  bloccare la svendita dell’Università e salvare la Ricerca.  Il Ministro  dovrà ascoltarci, riconoscere le nostre idee e siglare con tutti i soggetti coinvolti un patto per la scuola, per la conoscenza e  per il paese.

Il primo fronte su cui si applicherà il Ministero sarà quello della chiusura delle piccole scuole di montagna che interessano circa 1.300 piccoli comuni; siamo alla scadenza di una tornata elettorale per il rinnovo delle amministrazioni locali, siamo curiosi di vedere come si comporteranno i sindaci leghisti della Val Brembana. Tatticamente il ministro Gelmini rischia con i suoi decreti, che diventeranno operativi a ridosso delle elezioni comunali, di fornire un formidabile strumento alle opposizioni per la loro campagna elettorale. I regolamenti attuativi,  non saranno, a nostro avviso, tecnicamente applicabili; saranno occasioni per rimarcare l’assurda azione del Ministro che si trova di fronte a ineludibili blocchi sindacali e politici.

Sui referendum infine, non ci piace, la contrapposizione  tra l’ azione degli enti locali, la  lotta sui singoli regolamenti  e il  referendum come se una cosa escludesse l’altra. Non è così. I referendum (contro il maestro unico, le università trasformate in fondazioni, la norma che caccia i ricercatori precari, il blocco delle assunzioni all’Università) al di là della  loro formulazione sono lo sbocco politico più immediato e possibile  poiché si voterà tra un anno e mezzo e non dovremo aspettare la fine della legislatura per  stabilire che la conoscenza è un bene pubblico e che i giovani hanno diritto al loro futuro.  Questi referendum toccano  corde profonde della società. I cittadini dovranno scegliere tra la propaganda televisiva, che pretende di gestire il sapere, e le maestre che collaborano, con passione, all’educazione dei loro figli; dovranno scegliere tra la possibilità d’accesso all’Università per tutti, compresi i loro nipoti, e le farneticazioni dei giovani di destra contro presunti baroni che sarebbero alla testa dell’onda per garantire se stessi.

I grembiulini, il voto di condotta, i voti numerici non c’entrano col referendum: questo lo pensa solo Pannella. Qui si tratta del diritto allo studio, del diritto di  avere una scuola di qualità, un’università che funziona e di dare una speranza ai nostri giovani. Con questi referendum infine si  manda a dire all’onorevole Berlusconi che lui governa ma non comanda e che non è  padrone dell’Italia. Col nostro impegno possono davvero perdere,  come hanno perduto col referendum Costituzionale.

Omer Bonezzi, Presidente Nazionale di Proteo Fare Sapere

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