Amministratori locali, insegnanti, reti sociali: ecco chi disobbedisce alla Gelmini

Ad Angelo Rimondi, docente di scuola media e autore di libri di didattica scientifica, la proposta della disobbedienza alle legge Gelmini piace. A Carta ha inviato un primo elenco di proposte che si aggiungono a quelle di altri insegnati ma anche di amministratori locali, associazioni, reti sociali e pezzi di sindacato. Scrive Raimondi: «Propongo: il rifiuto di scrivere sulle schede il voto di condotta. Il rifiuto di usare sulle schede i voti numerici. Il rifiuto, da parte delle insegnanti dell’infanzia, di gestire bambine e bambini al disotto dei tre anni, con informazione ai genitori della propria incompetenza, in attesa che il ministero promuova un lungo e articolato percorso di formazione. Quattro, il rifiuto, da parte delle insegnanti della scuola primaria di insegnare aree e argomenti sui quali manca una preparazione seria e prolungata, con informazione ai genitori che gli alunni e le alunne rischiano di rimanere scoperti nell’area logico-matematica o in quella linguistica, fino a quando il ministero non procederà a un lungo e vasto processo di formazione».
Ma la settimana della grande manifestazione e dell’assemblea a Roma degli universitari ha anche mostrato un’inedito scambio di lettere tra movimenti sociali differenti, ma tutti convinti che disobbedire è spesso una virtù. Hanno cominciato quelli del Patto di mutuo soccorso, principalmente i valsusini No Tav e i vicentini No Dal Molin, con un messaggio indirizzato al mondo della scuola. Sono seguite le lettere degli studenti dell’Università orientale di Napoli ai cittadini di Chiaiano e di tutte le comunità in lotta contro le discariche, e quella del movimento italiano per l’acqua a studenti e insegnanti.
A loro si è affiancata la campagna Sbilanciamoci!, alla quale aderiscono più di quaranta organizzazioni sociali [tra cui Aiab, Arci, Banca etica, Crbm, Carta, Rete Lilliput, Unione degli studenti, Rete degli studenti, Unione degli universitari] che ha diffuso un comunicato per invitare a sostenere la campagna di disobbedienza contro Gelmini e Tremonti promossa da Carta. «Dobbiamo salvare la scuola e l’università pubblica – si legge nel comunicato – Le proposte di Sbilanciamoci! sono note: invece di tagliare 87mila docenti precari tagliamo 40mila marescialli sovrapagati e inutili oltre che alle Forze Armate anche al paese; invece di tagliare i fondi al diritto allo studio, tagliamo 732 milioni di sussidi alle scuole private; invece di tagliare i fondi all’università tassiamo di più il business dei diritti televisivi dello sport spettacolo e del mercato monopolistico e distorsivo della raccolta pubblicitaria… Sbilanciamoci! invita anche a sostenere tutte le iniziative di disobbedienza promosse in questi giorni e che il settimanale Carta sta raccogliendo e rilanciando.
I suggerimenti per una disobbedienza pratica e creativa sono diversi: vanno sostenute le occupazioni delle scuole e delle università, dice Sbilanciamoci!, e l’organizzazione alternativa della didattica. Vanno sostenute le amministrazioni locali che disobbedendo alla Gelmini continueranno a finanziare e a tenere aperte le piccole scuole. Ma vanno sostenute anche le organizzazioni sindacali e le associazioni dei genitori che propongono l’iscrizione in massa dei bambini al tempo pieno. E ancora: vanno sostenuti gli insegnanti che potranno rifiutarsi di esibire il certificato di servizio quando si cominceranno a tagliare 87mila addetti nelle scuole; vanno boicottate, se verranno davvero introdotte, le classi «differenziali» per i bambini migranti, iscrivendo e facendo partecipare tutti i bambini alle lezioni in queste classi.
Sulla campagna di disobbedienza interviene anche Giorgio Airaudo, segretario generale della Fiom di Torino: «Nella nostra città registriamo una presenza molto diffusa di delegati del nostro sindacato nelle scuole, perché sono genitori che si interessano del futuro dei loro figli. Ecco, ciò che ci unisce al movimento della scuola è la domanda di futuro. Di certo, nelle fabbriche continueremo a diffondere volantini per raccontare gli effetti della legge Gelmini».
Nel sito di Carta ci sono tutti gli altri interventi e suggerimenti, a cominciare da quelli di Nichi Vendola [presidente della Regione Puglia, Prc], Nicola Zingaretti [presidente della Provincia di Roma, Pd], Paolo Beni [presidente di Arci nazionale], Domenico Pantaleo [segretario generale della Flc Cgil], Massimo Rossi [presidente della Provincia di Ascoli Piceno, Prc], Silvia Facchini [assessore all’istruzione della Provincia di Modena, Pd], Giulia Rodano [assessore alla cultura della Regione Lazio, Sd], Paolo Serventi Longhi [direttore di Rassegna sindacale], Giovanni Russo Spena [Prc nazionale], Enzo Mazzi [comunità di base dell’Isolotto di Firenze], Franco Zunino [assessore all’ambiente della Regione Liguria, Prc], Cinzia Bottene [consigliera comunale di Vicenza Libera], Associazione Rete del Nuovo Municipio e, infine, insegnanti e lettori come Norma Bertullacelli, Domenico Ticozzi, Marco Magni, Francesco Noto.
L’elenco completo è qui: http://www.carta.org/campagne/beni+comuni/15731.

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