carissimo presidente

roma , 17/10/2008

di mauro


Carissimo Presidente Giorgio Napolitano, nei prossimi giorni il Senato della Repubblica dovrà discutere la conversione in Legge del Decreto Legge 137, approvato dal Consiglio dei Ministri a fine agosto, su proposta del ministro della Pubblica Istruzione Gelmini.
Il Governo ha già imposto alla Camera dei Deputati il proprio testo ponendo la fiducia e rendendo impossibile un’attenta disamina ed una possibile modifica del decreto in questione; la stessa cosa accadrà probabilmente al Senato.
Signor Presidente, come insegnante, come genitore e come cittadino la invito a non firmare questa Legge e a rinviarla alle Camere dove è urgente, necessaria e non rinviabile un’attenta, libera ed approfondita discussione su una materia così importante per il futuro del nostro amato Paese.
Le risorse destinate alla Scuola non sono una spesa ma sono un investimento per il futuro.
Ridurre le ore di insegnamento ai bambini e tagliare risorse economiche ed umane destinate a rendere effettivo per tutti il diritto allo studio è un atto criminale perché ostacola la fruizione di questo diritto, fondamentale e inalienabile, pregiudicando per di più negativamente il futuro dell’Italia.
La Scuola della Repubblica ha invece bisogno di maggiori risorse economiche ed umane per rendere effettivo questo diritto a tutti coloro che accoglie: bambini stranieri, bambini rom, bambini diversamente abili, bambini con difficoltà di apprendimento e con problemi caratteriali e comportamentali.
La Scuola della Repubblica non vuole tornare indietro e vuole continuare a fare il suo dovere per continuare ad essere “aperta a tutti” e partecipando per quanto le compete a “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
Signor Presidente, il Decreto Legge proposto dal Governo è contrario allo spirito ed ai valori della Costituzione della Repubblica Italiana.
Sì alla Costituzione
Sì al Diritto allo Studio
Sì ad una Scuola aperta a tutti
Sì ad una scuola impegnata a rimuovere gli ostacoli che limitano l’eguaglianza dei cittadini
Sì al Tempo Pieno
Sì ai progetti di integrazione e di recupero (realizzati durante le ore di compresenza)
Sì ad una Scuola che promuove una cultura di pace, di solidarietà e di fratellanza
Mauro Carlo Zanella
Insegnante elementare

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Una Risposta

  1. aaaaa

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